30 Dicembre 2013: occhi spalancati già dalle 4 del mattino (o
forse mai chiusi).
5.30: vortice di
pensieri stimolati dal buio della notte e dalla torsione dello stomaco, finalmente
interrotti dal suono della radiosveglia.
In piedi con delle
occhiaie spavalde, per niente interessate al nostro “gran giorno”, né al venirci incontro, per darci almeno l’illusione
di avere un aspetto decente in vista del matrimonio, ci buttiamo in una frugale
colazione, mentre il ticchettio dell’orologio appeso al muro della sala, minaccioso
continua a scandire il tempo.
Con la tazza di tè
ancora in mano, mi limo le unghie malconce (sono una maga :) ), e
intanto rapidamente diamo il via alla staffetta nell’unico bagno a disposizione.
Su-su-su che il tempo scorre…